La nascita di una entità malattia

Gli Esseni sono una comunità che mette radici in Palestina ai tempi di Gesù e si dice che ne facesse parte con Meryem, Maria madre e Maria di Magdala, erano i GUARITORI di quel TEMPO, praticavano la MEDICINA SOTTILE-ENERGETICA dove gesti precisi di luce, amore, suono ed essenze sacre ne erano gli strumenti, praticavano terapie e cure sul corpo sottile, la parte eterica del corpo fisico.

Sapevano guardare oltre la materia e la malattia, si prendevano cura dell’entità e del pensiero che aveva preso forma in essa tanto da arrivare al corpo fisico.

Lavoravano in prevenzione così da poter evitare o affievolire la manifestazione fisica.

Le forme pensiero sono la base di ciò che chiamiamo “entità malattia”, emozioni che trovano casa nel caos della mente, nelle basse frequenze vibratorie che si nutrono di momenti di emergenza emotiva, fisica, mentale.

Dal concepimento, ai primi 6/7 anni di età, il cammino della coscienza si apre ad ogni manifestazione della vita che, se non ben accompagnata, può incontrare avvenimenti dubbi, che animano pensieri limitanti, rispetto l’amore, la sicurezza, l’appartenenza e riconoscimento.

L’entità malattia dunque conosce perfettamente la direzione per arrivare al corpo e crea una breccia nelle nostre radianze tanto da arrivare a quella più densa: il corpo fisico; la “malattia” non sbaglia mai strada ne tempo.

Iniziarsi ad un nuovo sguardo della vita e sopratutto far emergere la forma o le forme pensiero attive in noi è la via della guarigione.

Perdono, perseveranza, luce e amore sono il nettare della cura Essena.

LA NASCITA DI UNA MALATTIA DURANTE L’INFANZIA

Da bambini accade spesso che si ascoltino, si vedano o si vivano eventi che ci disturbano, ma sui quali le circostanze della vita non ci permettono di esprimerci.

Si tratta di eventi traumatici che, per quasi tutti noi, sono stati mal compresi o compresi con i mezzi percettivi di un bambino, e quindi vissuti male.

A poco a poco, per continuare a vivere, li abbiamo relegati in un angolino del cervello, e dimenticati.

Ma l’oblio non è risolutivo, e più tardi ci ritroviamo stupiti davanti a certe nostre reazioni non volute, a certi insuccessi ripetuti in un determinato tipo di situazione, a un certo disagio nelle relazioni, alle nostre difficoltà comunicative.

Il passato, il presente, sono in un unico tempo così, tutto ciò che viene dal passato e ci disturba, può essere rivisto e compreso, accettato, a volte amato, come se si trattasse di un evento di oggi.

Questa nozione è molto importante, perché significa che in qualsiasi momento, se ne prendiamo coscienza e se siamo capaci di considerare un evento “dall’alto”, con maggiore distacco, possiamo disfare il nodo che ostacola la nostra crescita e il nostro benessere profondo, per quanto lontano quell’evento sia nel tempo.

LA NASCITA DI UNA MALATTIA IN UN’ALTRA VITA

Esistono malattie che ci seguono da un’epoca all’altra, fino a che dipaneremo la matassa che ci collega ad esse e alle loro radici. Queste malattie, dette karmiche (se credi nell’esistenza del Karma), sono in buona parte causa di quei disturbi gravi di cui non si riesce a scoprire l’origine.

Una malattia di questo genere prima di tutto richiede una presa di coscienza.

Una regressione, una lettura dell’aura, possono considerevolmente facilitare le cose, ma talvolta è preferibile evitarlo, limitandosi ad esaminare la natura del male.

C’è sempre un momento preciso, nel grande calendario cosmico, per conoscere ciò che dobbiamo sapere di noi stessi; quel momento andrà affrontato senza rischiare di perderci! Sapere troppo presto ciò che è sigillato nella nostra anima, a volte non solo non risolverà nulla, ma peserà nella nostra vita come un enorme macigno di cui non sapremo come liberarci, in quanto non avremo ancora tutti i dati disponibili né avremo rivissuto tutti gli incontri necessari per poterlo fare.

Una persona che si trova a risolvere i problemi di una vita precedente in cui è stata un carnefice, forse non ha la maturità per comprendere; tuttavia, se accetta ciò che vive nel presente e svolge il suo ruolo meglio che può, riuscirà ugualmente a sciogliere il nodo.

Molto spesso è la nostra ostinazione a nuotare contro corrente rispetto a quanto, nella vita, ci crea tensioni e mali profondi; la mancanza di fiducia nella vita è sovente alla base di questo atteggiamento.

Tutto accade solo al momento opportuno.

Anche quando si conosce il nodo della vita anteriore che è all’origine del nostro problema attuale, talvolta accade che la malattia persista sul corpo fisico.

Si tratta, in tal caso, di una memoria cellulare che andrà eliminata.

L’anima impressionata da un fatto particolarmente intenso ne imprime infatti il ricordo a livello cellulare, e questo si ripercuoterà da una vita all’altra.

E già accaduto a ognuno di noi di constatare in alcune persone macchie, segni, o magari cavità in un certo punto del corpo: si tratta molto spesso di persone traumatizzate, che non hanno accettato un certo modo di morire per incidente o per malattia, e ne hanno conservato la traccia.

LA NASCITA DI UNA MALATTIA NEL MOMENTO PRESENTE

Dobbiamo i malanni attuali alle forme-pensiero emesse ora.

Un incidente, un raffreddore, un attacco di mal di fegato o, come abbiamo visto, di “mal di fede”, che spesso si assomigliano”, hanno visto la luce nel momento in cui abbiamo pensato con forza, tempestosamente. La collera può mettere in agitazione il terzo chakra che manderà l’informazione alla cistifellea che creerà il mal di testa.

Quando non parliamo, è il corpo a parlarci; quando parliamo “male” è ancora il corpo che parla con noi.

Attraverso di esso, sappiamo che qualcosa in non non è come vorremmo che fosse.

Non si tratta di giudizi di valore, ma di armonia fra tutte le parti del nostro essere.

Un delinquente, persuaso su tutti i piani, o quasi, della fondatezza delle sue azioni, sarà probabilmente meno ammalato di chi non farà nulla di inconfessabile, ma si sentirà torturato dal dubbio o dai rimorsi.

La malattia, come si può vedere, nasce su molti piani e in diverse epoche della nostra vita o delle nostre vite.

Il punto essenziale, però, è sempre il perdono: il perdono vero, non solo accettare le scuse o chiedere scusa.

Ci sono falsi perdoni, come esistono varie forme di contraffazione nel corso della nostra vita.

C’è un modo di accettare le scuse che assomiglia al perdono, ma che non lo è.

Perdonare non è scusare: è mettersi davvero al posto dell’altro e comprendere che non avrebbe potuto fare altrimenti; significa volare alto e non nutrire più rancore, non per condiscendenza, ma perché abbiamo capito; abbiamo capito che l’altro è anche un po’ noi stessi, e quello che ci ha fatto vivere in parte lo abbiamo voluto; comprendere che l’altro è come uno specchio, è il riflesso delle nostre insufficienze, dei nostri bisogni, lo strumento di ciò che avevamo bisogno di vivere.

Parte del testo è stato tratto da Antiche Terapie Essene e lettura dell’Aura di Anne Givaudan, mia ispiratrice, iniziatrice, maestra, sorella di cammino Esseno, anima antica e ponte tra il mondo della Materia, dei fratelli Stellari.

Cammino la Medicina Essena da tempo, non conoscevo i gesti che portavo nelle pratiche e ne ho in seguito scoperto l’origine.

Ho frequentato in seguito le formazioni di Anne aprendomi completamente al flusso di energia che queste terapie cristalline sanno portare.

Oggi, con più consapevolezza, amore e presenza, fluisco nell’energia Cristica e praticando cure e terapie Essene nelle mei sessioni individuali di cura e guarigione del femminile Sacro…tutto questo, con la medicina della Terra, la Medicina Scimanica, ho creato il SEME ginecologia Spirituale.

Ti aspetto… al prossimo articolo

Munira

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